COSA ARCANA E STUPENDA

Cos’è un uomo, nell’infinito? è da questa domanda di Blaise Pascal, filosofo e matematico, che prende avvio un percorso espositivo diviso in quattro aree tematiche, dove ogni opera esposta vuole essere stimolo per una riflessione su temi cruciali del Sublime quali l’immensità dell’universo, il potere generativo quanto distruttivo della natura e il destino dell’essere umano, “ugualmente incapace di intravedere il nulla donde è tratto e l’infinito dov’è inghiottito”, ma capace parimenti di mettere seriamente a repentaglio l’equilibrio dell’ecosistema terrestre.

Le opere dei nove artisti selezionati saranno poste in dialogo con le riflessioni di filosofi e poeti sul Sublime, sottolineando la vitalità di questo tema anche per la sensibilità contemporanea.

Benedetta Belloni,
Laura Capellini,
Michela Longone,
Omar Meijer,
Federico Montesano,
Mattia Morelli,
Jasmin Prezioso,
Thomas Scalco,
Giulia Soul

Jacopo Ferrario,
Cristina Fusi Montisci,
Danilo Gatti

MO.CA,
via Moretto 78
Brescia

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VANITAS

“O vanità immensa, ha detto Qohèlet,
o vanità immensa, tutto è vanità.
Che vantaggio viene all’uomo da tutta la fatica
in cui si affatica sotto il sole?”


Nata con intenzione di esplorare, con sensibilità contemporanea, un tema classico della storia dell’arte; il percorso espositivo si snoda in quattro sale che ospitano diciassette artisti, tessendo un dialogo continuo e serrato con il Qohèlet, o Ecclesiaste, e una delle sue affermazioni più celebri e taglienti: “tutto è vanità e agire senza senso”.
Una polifonia di voci riempie gli spazi di villa Sormani con l’intenzione di smuovere domande, proporre riflessioni e stimolare la sensibilità del visitatore su temi attuali quanto antichi: la transitorietà del tempo, la capacità delle nostre azioni di determinare un senso possibile alla vita e, immancabile in una mostra che si ricollega alle vanitas storiche, il rapporto di tutto questo con la morte.

Ruggero Agostoni,
Mattia Barone,
Letizia Carattini,
Giada Castelnuovo,
Luca Curioni,
Helene Foata,
Francesco Fossati,
Rossana La Verde,
Fabio Lombardi,
Michela Longone,
Simone Matti,
Laura Monai,
On the Road,
Michele Penna,
Sempo,
Alessandra Triuzzi

Jacopo Ferrario,
Danilo Gatti

Villa Sormani,
Via Palestro 2
Mariano Comense

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RETHINKING SUBLIME

Campionario 2023 cambia pelle proponendosi come un momento di riflessione su un tema volutamente inattuale e apparentemente lontano dalla frenesia innovativa dei linguaggi contemporanei: il sublime.

Orrore, paura, terrore, ma anche esaltazione, brivido, estrema e paradossale affermazione della dignità e della grandezza dell’essere umano; la riflessione e la ricerca intorno al sublime hanno condotto, nel campo delle arti, a una radicale cesura nei confronti della millenaria tradizione del Bello, inaugurando un terreno nuovo, intimo e sperimentale cui, in primo luogo, si puntava ad evocare una sensazione, a mettere su tela, in musica o su qualsiasi altro supporto un mondo interiore.
Da Friedrich a Kandinskij il passo è breve.
Il Sublime non è un oggetto, è una categoria dello spirito.

Superare una visione oggettiva dell’opera enfatizzando la relazione, tema da sempre caro a Campionario, trova qui uno dei suoi momenti di avvio e, insieme, di ripensamento: il sublime è indissolubilmente legato a un’esperienza fisica, multisensoriale, alla relazione e al corpo come luogo determinante per l’accoglimento e la nascita del significato.
Il Sublime è l’irrompere dell’irrappresentabile nella rappresentazione.

In un’attualità dove l’esperienza corporea è sempre più mediata, sempre più spiritualizzata; dove i sovrumani silenzi delle regioni cosmiche girano nelle nostre mani in migliaia e migliaia di fotografie su Instagram, internet e televisione; dove i tour operator offrono pacchetti standard e domesticati per gli interminati spazi, che valore può avere recuperare e ripensare questa categoria, il Sublime?
È ancora possibile parlarne?

Lucio Barlassina,
Antonella Besana,
Alessandro Bianchi (Teste di Idra),
Mirko Bonfanti,
Raffaele Bonuomo,
Luca Caldironi,
Laura Capellini,
"Sempo" Vittorio Cendali (Teste di Idra),
Mauro Conti,
Anne Delaby,
Francesco Fossati,
Giovanna Matassioni Vasini,
Ileana della Matera,
Omar Meijer (Teste di Idra),
Jasmin Prezioso,

Giovanni Bartesaghi,
Jacopo Ferrario,
Danilo Gatti,
Chiara Ratti

Tinaia di Villa Sormani,
Via privata Sormani 3,
Inverigo (CO)

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IMMAGINE / VERITÀ

Spunti e riflessioni navigando tra immagine e verità.

Giovanni Bartesaghi,
Raffaele Bonuomo,
Luigi Corbetta,
Jacopo Ferrario,
Alberto Galbiati,
Danilo Gatti

Giovanni Bartesaghi,
Jacopo Ferrario,
Danilo Gatti,
Chiara Ratti

Museo "Al castello"
Arosio (CO)

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QUAL'È IL LUOGO DI UN IMMAGINE?

Punto focale di Campionario 2021 è il vivo dialogo tra osservatore e osservato.

Le fotografie diventano protagoniste di un rapporto a doppio senso, in cui la percezione è figlia del vissuto personale, dell’ambiente e delle circostanze in cui è immerso il soggetto osservante.
Immagini, parole e oggetti dialogano con linguaggi differenti, suggerendo (in)visibili domande, in un percorso di distorsione sensoriale che accompagna il visitatore tra esperienze obbligate, in un esproprio della volontà come “pegno” per accedere ad altre conoscenze e coscienze.
Un doppio ruolo, quindi, quello giocato dai “campioni” fotografici, non più mera opera da osservare passivamente, ma attori attivi, capaci di stimolare riflessioni nell’osservatore e, pertanto, di divenire soggetti dell’azione.
Con Campionario, l’immagine interagisce esplicitamente con lo spazio circostante e trascende la sua fisicità, per indagare il sentimento.

Giovanni Bartesaghi,
Jacopo Ferrario,
Danilo Gatti

Giovanni Bartesaghi,
Jacopo Ferrario,
Danilo Gatti,
Graziella Mascheroni,
Chiara Ratti

Galleria Circolo Togunà,
Inverigo (CO)

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